domenica 18 luglio 2010

turisti per casa

Io credo nelle persone però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d'accordo con una minoranza...” “Vabbé: auguri!”

Caro diario


Fino a un paio di anni fa girava questa leggenda metropolitana, che non ho mai avuto modo di verificare, su gruppetti di vecchiette inglesi che, con il carrellino per la spesa, si aggiravano con passo incerto ma sguardo deciso dalle parti del piccolo aeroporto di Bergamo.

Si diceva che abitassero a Stansted, sede di un altrettanto piccolo aeroporto a un'ora di treno da Londra, e che trovassero molto più conveniente venire mensilmente a fare compere nel gigantesco centro commerciale che si trova di fronte all'aeroporto lombardo piuttosto che affrontare i prezzi infuocati della capitale britannica. L'idea nasceva dall'istituzione del collegamento fornito da Ryanair che, a fronte di un viaggio di un paio d'ore, riusciva ad offrire il volo aereo per una decina di euro (prenotando con largo anticipo) invece della cinquantina richieste per l'andata e ritorno per Londra.

Ora, a causa del cambio molto meno favorevole fra euro e sterlina, e delle più complesse regole di sicurezza sui voli aerei quest'operazione è diventata un po' più difficile, però rimane un solido mercato turistico che collega le città i cui aeroporti ospitano compagnie a basso costo, grazie al quale, ad esempio, la meta favorita per gli addii al celibato inglesi è Tallin (Estonia)(!!) oppure che rendono conveniente passare da Berlino per poter andare con pochi soldi al mare a Madeira, che si trova dalla parte opposta, in mezzo all'oceano atlantico...

Il biglietto inter-rail (con il quale si può viaggiare in treno in Europa per un mese) che ha segnato le vacanze a basso costo di un paio di generazioni, è diventato una soluzione per ricchi, sostituito dalle compagnie aeree low cost che scodellano destinazioni insospettabili (ricompensando le popolazioni locali con un rilascio di inquinanti nell'aria paragonabile solo ad un esercito di orchi mangiatori di fagioli...).

Insomma la comunicazione globale che trasforma il nostro mondo in un virtuale villaggio a portata di parola è in parte confermata dallo sviluppo di mezzi di trasporto che tendono a ridurre i tempi di comunicazione verso alcuni luoghi privilegiati anche nel mondo fisico.

Il risvolto negativo (??) di queste operazioni di marketing territoriale sta nel conseguente improvviso isolamento turistico in cui si sono trovati intere regioni tagliate fuori dai flussi principali.

Il territorio che si vede dai finestrini dei treni ad alta velocità è diventato più difficile da raggiungere per i portafogli dei passeggeri e questo è probabilmente uno dei principali timori di chi protesta contro la TAV in Valsusa.

Ma c'è chi, invece di protestare, ha pensato di combattere con le stesse armi dell'innovazione.

Semplificando: per deviare le correnti principali dettate dai flussi turistici bisogna avere una scritta sfacciatamente attraente che appare sopra il tetto del proprio albergo quando si apre google maps, o una frecciona che dall'alto del cielo punta sulla porta del mio ristorante quando un pullman di americani guarda attraverso lo schermo del loro iphone usando un programma di realtà aumentata [questa è bellissima ma la spiegherò meglio un'altra volta...]

Ecco due idee per entrare nel flusso:

- La certificazione europea ecolabel che mira a identificare con un marchio (e successivamente a sorvegliare) le strutture ricettive che si impegnano a rispettare nel tempo tutta una serie di requisiti e di comportamenti non solo per ridurre l'impatto ambientale della struttura, ma anche per qualificare il territorio in cui questa si trova.

Al contrario di quello che si pensa in Italia, l'adesione a questo programma non è un azzardato gesto da pionieri ma piuttosto un investimento minimo, recuperabile immediatamente visto il numero sempre maggiore di turisti che, in Europa, si affida a questa rete di alberghi.

- Gli alberghi diffusi, che non sono propriamente un'idea nuova (le chambres d'hôtes francesi offrono qualcosa di simile anche se più spartano), diventano uno strumento di attrazione molto potente se uniti alla straordinaria visibilità anche a grande distanza offerta da internet.

Si tratta di strutture in cui differenti proprietari mettono a disposizione camere o piccoli appartamenti in piccoli borghi o nei centri storici delle città d'arte con il supporto di un blocco centrale in cui sono radunate le funzioni comuni di reception ed eventuale ristoro.

Un esempio di questo tipo è la rete villaggi valle elvo costituita nei comuni di Graglia, Sordevolo e Muzzano, sulla collina biellese. Un'idea semplice che con pochi investimenti può ridare vita a luoghi straordinari.


Non mi preoccuperei più di tanto se il turismo in Italia sembra fatto solo di code sulla A14 in agosto, o di gente che vuole andare a sciare l'8 di dicembre o che sopporta giorni di sofferenza per arrivare in Antartide solo per poter postare un autoscatto su Facebook...

Per fortuna per tutti gli altri vale il vecchio aforisma che suggerisce di innamorarsi di quello che non tutti capiscono, perché quando non si capisce non si può distruggere.

www.ecolabel.it

www.villaggivallelvo.it

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