venerdì 24 aprile 2015

crowdfunding


Stavo cercando alcune immagini della casa più straordinaria che mente umana abbia mai concepito: la Weiss house di Louis Kahn, 1950.




Ci sono pochissime immagini della casa in rete, e ancora meno degli interni. Io ne ho trovata una sola. Stavo escogitando diversi modi per fare delle ricerche sulle immagini. Quindi ho pensato di inserire l'indirizzo nella finestra di ricerca ed è uscito questo:



Beh ragazzi miei: la casa è in vendita. Non si fa cenno del progettista e anzi è la meno costosa del circondario. Secondo l'agenzia che la propone il suo pregio maggiore è il basso tasso di criminalità del quartiere e la vicinanza alle scuole elementari.

Si porta in dote più di 2 ettari di terreno con un prezzo di circa 1000 euro a metro quadrato.
Chiedo a tutti voi un piccolo obolo per coronare il mio sogno innocente.
Certo, fare il pendolare tutti i giorni fra la Pennsylvania e la Bovisa può diventare un po' stancante... però si vive una volta sola! Che diamine!

mercoledì 8 aprile 2015

la cura (a proposito di pavimenti e opere d'arte)


A distanza di poche ore ho visitato la pinacoteca di Brera (approfittando della gratuità pasquale)  ed il nuovissimo museo delle Culture di via Tortona: due luoghi che diventeranno fulcri dei percorsi turistici milanesi durante i 6 mesi di expo. 
Il museo delle Culture è stato inaugurato un paio di settimane fa dopo che il progettista britannico David Chipperfield, all'inizio di marzo, ne ha disconosciuto la paternità a causa della scarsa omogeneità della fornitura delle lastre del pavimento.
I termini della discussione fra il progettista e l'amministrazione comunale si possono leggere QUI.



Non conosco i retroscena del cantiere ma da una visita superficiale possono essere fatte alcune considerazioni elementari. 
L'ambiente è molto molto molto bello e raffinato.  
La famigerata "discromia" del pavimento che ha fatto rivoltare Chipperfield è evidente e fastidiosa, ma la tristezza assale il visitatore per quanto ci si sia approfittati della rissa finale per concludere i lavori senza un briciolo di amor proprio. 
- E' impossibile sostare in qualunque punto dell'atrio, della scala o del bistrot senza che l'occhio cada su una lastra del pavimento sbeccata o una fuga saltata! La scala in particolare sembra sia stata usata ripetutamente per far precipitare grosse carrozzine e ospitare marce militari.
- I getti di calcestruzzo a vista delle colonne di sostegno sono di buon livello CONSIDERANDO CHE SIAMO IN ITALIA ma non riuscirò mai a capacitarmi del fatto che a 50 chilometri da Milano, in Ticino, le imprese siano in grado di realizzare superfici in cls di qualità doppia!
- i pannelli in vetro che fanno da sfondo all'allestimento Mondi a Milano sono quasi tutti  decorati con abbondanti sbrodolate di colla. 
Probabilmente il visitatore medio non si accorgerò di questi difetti ma il problema è che edifici come quello dovrebbero proprio servire ad elevare lo spirito del visitatore per farne un individuo migliore e l'approssimazione non aiuta in questo. Non si può dimenticare poi che l'architettura non può che essere un'arte collettiva e per produrre un'opera d'arte non è sufficiente avere uno straordinario progettista!

Cosa c'entra la visita a Brera con tutto questo?
Nell'articolo dell'Independent che ho linkato qui sopra Chipperfiled conclude:
“My career in Italy was not motivated by the desire to get rich but by the desire to work in a society with a great history and a deep understanding of the importance of architecture.”
Vedere le opere esposte a Brera che hanno costruito l'immagine dell'Italia come culla della cultura e capire di cosa sta parlando Chipperfield non può che far impennare la disillusione e la sensazione di impotenza di fronte all'odierno disinteresse nel produrre oggetti con cura, o anche solo con un minimo di passione.

Durante expo potremo sempre fare un viaggio a Berlino per vedere gli strepitosi musei che Chipperfiled ha completato là in un contesto culturale più adeguato.