sabato 24 settembre 2016

sogni e utopie



Uno che conosco dice insistentemente che tutto quello che sappiamo è fiducia nel sapere degli altri. 
Ovviamente la discriminante diventa la scelta su chi sia degno della nostra fiducia e quindi finirà col farci da guida in questa valle di lacrime...

Il breve ma illuminante articolo di Laura Aguzzi su ORIGAMI ci spiega che la questione che sta squartando l'Europa negli ultimi anni potrebbe essere il frutto di un banale equivoco: un intoppo comunicativo che scatena emozioni incontrollabili.

I migranti ultimi utopisti in Europa cercano anche Dio


Le utopie non sono semplicemente soluzioni tecniche a problemi immediati ma vere e proprie prefigurazioni di una società futura. Chi fugge da un luogo dove verrebbe ammazzato risponde ad un bisogno fisico immediato, ma chi lascia una casa all'inseguimento di un nuovo modello di convivenza, proprio come farebbe il prototipo di un'ipotetica miss universo che propone la pace nel mondo, è il protagonista di un sogno planetario che, riproponendosi insistentemente e ciclicamente in diverse zone geografiche suggerisce che lo spirito nomade delle prime civiltà antiche non sia del tutto scomparso dalla natura umana.

L'intoppo, o meglio l'inganno sta nelle informazioni che alimentano il sogno. Sono pronto a scommettere che anche gli ignorantoni che pensano di essere i padroni della terra in cui vivono solo perché lì sono stati partoriti, almeno una volta nella loro vita hanno chiacchierato di partire per non tornare più, all'inseguimento di luoghi mitici o reali ma mitizzati, ispirati magari solo da una fotografia, o da un racconto di cui si sono fidati troppo. 
Qualcuno invece è partito e noi siamo il suo sogno. 
Qualcuno gli ha raccontato che noi viviamo in un sogno e lui si è fidato.
Noi siamo all'altezza del suo sogno?


martedì 20 settembre 2016

apologia del pokemon


Non c'è nessun gioco fra le applicazioni del mio cellulare, ma qualche anno fa, subito dopo la sua presentazione, sono stato un blando giocatore di ingress, il programma sulla base del quale è stato progettato Pokemon Go. Si trattava (in realtà è ancora vivo e vegeto) di un gioco straordinario che per la prima volta trasformava il mondo reale nel campo d'azione di un videogioco. Ha un unico difetto: non produce reddito per i giocatori.... e questo diventa un problema perché richiede una quantità di tempo tendente ad infinito per poter ottenere dei risultati evidenti... Ho dovuto scegliere tra il mestiere di architetto ed il cacciatore di dark matter... e quindi ho cancellato l'applicazione dopo poco più di una settimana.
Per questo motivo non ho provato Pokemon Go ma non sono stupito di aver trovato un articolo come quello che allego qui di seguito scritto da una studiosa di pratiche urbane: diventare il protagonista fisico di un videogioco è una sensazione spettacolare, dalla quale non è facile staccarsi, e coinvolgere gli adolescenti nerd ad interagire nell'esplorazione dello spazio urbano è sicuramente una rivoluzione epocale rispetto alla totale passività indotta dalle classiche console da divano. 
I motivi che ci portano in giro per il mondo sono quasi sempre futili ma divertenti: Pokemon Go non è di sicuro il peggiore.


POKÉMON GO – KIDS LEARNING ABOUT CITIES 

Camilla van Deurs

lunedì 19 settembre 2016

compiti per l'autunno



L'aria diventa frizzantina e le serate si accorciano.
Quando ritornate a casa stanchi e affranti e, come se non bastasse, siete architetti potete dedicare 20 serate del prossimo autunno a questi preziosi TED:


The 20 Most Inspirational Non-Architecture TED Talks for Architects

venerdì 2 settembre 2016

venezia architettura 2016 . rapporto dal fronte


Created with flickr slideshow.



Alla Biennale 2016 ci sarà anche la crisi, ma gli spagnoli sono tornati alla grande. Sono quelli che hanno le idee e riescono a realizzarle. Il Giappone è ancora più minimal del solito. I Cinesi inteneriscono. Foster e Zumthor danno lezioni come al solito. 
E Aravena è quasi riuscito a nascondere i modaioli

is there life on mars?