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martedì 5 settembre 2017

l'uomo che brucia e l'utopia della società


L'aspettativa di vita di questo gruppo sociale è prestabilita in 8 giorni, e forse per questo chi partecipa al burning man nel deserto del Nevada ci mette tutta la passione ed il desiderio di utopia che nella vita di tutti i giorni non riesce ad esprimere. Su Quartz si entra nei raffinati meccanismi sociali e spaziali che generano questo evento. 



Burning Man signifies society’s shift away from traditional capitalism

How much does it cost to escape capitalism?

Much ink has been spilled and server space spent on the increasingly commercial influence of Burning Man. From the tech glitterati who shell out tens of thousands of dollars for turn-key luxury camps with air conditioning to celebrities like P Diddy and Katy Perry who get flown in for their annual cameos, there’s no doubt Burning Man has come a long way from the few friends who met on a San Francisco beach in 1986 to burn a nine-foot effigy.
For the past 30 years, artists, spiritual seekers, and, as of late, billionaires shell out hundreds of dollars on transportation, food, and 1960s faux-fur coats to join on the decommodified gift economy. According to their annual census, the median cost each citizen spends to join the moneyless metropolis known as “Black Rock City” is $1,500, including a $425 ticket price. (The rest goes toward elaborate costumes, enough sustenance to last a week, and the homemade goods you’ll use to barter with.) But once on site, everything you need is traded for without any money passing hands. A mojito at sundown? That’ll be a back rub. A loaner bike to peruse the playa? That might set you back a caravan-cooked meal. It’s a case of mi casa su casa, writ large.
For a festival with a noncommercial soul, $1,500 sure seems like an awful lot of forgone kombucha to camp in the barren Nevada desert. But for the 70,000 humans who help create the temporary city each August, the Burn is worth every penny.


As Quartz reported last year, overworked America’s obsession with Burning Man may be a cry for help; many of the yuppies who spend one of their two weeks of vacation at Burning Man are seeking the spirituality and hedonism missing from their desk jobs. But aside from self-discovery and personal growth, Burning Man’s rise in popularity may be indicative of a larger value shift away from traditional capitalism.

As the demand to attend Burning Man swells, so too have post-capitalistic ideals percolating outside of Black Rock City. According to a 2016 Harvard study, the majority of young people aged 18 to 29 years old no longer support traditional capitalism. Thanks in part to Bernie Sanders, alternatives to America’s capitalist roots have become part of the political zeitgeist, and groups like the Democratic Socialists of America have more than tripled in membership in the past year alone .
...
(continua su Quartz) 

sabato 24 settembre 2016

sogni e utopie



Uno che conosco dice insistentemente che tutto quello che sappiamo è fiducia nel sapere degli altri. 
Ovviamente la discriminante diventa la scelta su chi sia degno della nostra fiducia e quindi finirà col farci da guida in questa valle di lacrime...

Il breve ma illuminante articolo di Laura Aguzzi su ORIGAMI ci spiega che la questione che sta squartando l'Europa negli ultimi anni potrebbe essere il frutto di un banale equivoco: un intoppo comunicativo che scatena emozioni incontrollabili.

I migranti ultimi utopisti in Europa cercano anche Dio


Le utopie non sono semplicemente soluzioni tecniche a problemi immediati ma vere e proprie prefigurazioni di una società futura. Chi fugge da un luogo dove verrebbe ammazzato risponde ad un bisogno fisico immediato, ma chi lascia una casa all'inseguimento di un nuovo modello di convivenza, proprio come farebbe il prototipo di un'ipotetica miss universo che propone la pace nel mondo, è il protagonista di un sogno planetario che, riproponendosi insistentemente e ciclicamente in diverse zone geografiche suggerisce che lo spirito nomade delle prime civiltà antiche non sia del tutto scomparso dalla natura umana.

L'intoppo, o meglio l'inganno sta nelle informazioni che alimentano il sogno. Sono pronto a scommettere che anche gli ignorantoni che pensano di essere i padroni della terra in cui vivono solo perché lì sono stati partoriti, almeno una volta nella loro vita hanno chiacchierato di partire per non tornare più, all'inseguimento di luoghi mitici o reali ma mitizzati, ispirati magari solo da una fotografia, o da un racconto di cui si sono fidati troppo. 
Qualcuno invece è partito e noi siamo il suo sogno. 
Qualcuno gli ha raccontato che noi viviamo in un sogno e lui si è fidato.
Noi siamo all'altezza del suo sogno?